Tre cartoline da Rocco Scotellaro
Rocco Scotellaro è stato l’ultimo grande scrittore italiano a raccontare il mondo agricolo, ormai quasi scomparso assieme alla sua cultura. Tre cartoline da “Uno si distrae al bivio”, il suo primo libro scritto a diciannove anni a Tricarico tra il 1942 e il novembre del 1943.
1. l’uomo in citta’.
“…Ramorra ebbe ancor più sgomento che l’uomo in città avesse, indispensabilmente, una via, un numero, un piano, e che tutta la città non gli appartenesse da una piazza all’altra.
Frequentò il centro, tutti i fatti loro sul loro marciapiede, niente schiamazzo niente allegria pubblica. Come nelle chiese e nelle aule, come i frati e le suore dei conventi, povera gente! ebbe quasi paura Ramorra.
Sulla sua strada, sul suo marciapiede, alle solite ore, quell’impiegata, quella sartina, quel prete. Incontrarsi ogni giorno alla stessa ora, passarsi di fianco fissarsi l’un dell’altro i lineamenti, senza potersi abbracciare come fratelli e gridare: Noi siamo fratelli!”
2. non sei convinto che la notte e’ fatta per dormire.
“E a ognuno casa sua, a ognuno il suo lettuccio e l’ombra. Così gli uomini si arrendono, al sonno. Ma tu che! Non sei convinto che la notte è fatta per dormire e le cose non credi che dormano. Se l’uomo volesse, anche di notte le cose non sarebbero abbandonate. Basta pensare: le sere di festa sono i fuochi d’artificio. C’è suono e rumore e luce intorno. E la banda che suona. Basta pensare: i contadini d’estate portano in paese il grano da remote contrade viaggiando di notte. Cantano, sgridano le bestie. Arrivano in paese all’una, alle due di notte, e all’una, alle due ripartono. Cantano, sgridano le bestie.”
3. cartolina al bivio.
“Ecco che uno si distrae al bivio, si perde. E chi gli dice “Prendi da questa” e chi “Prendi da quest’altra”. E uno resta lì, stordito. Aspetta che le gambe si muovano da sole.”