Marylin, Frank Lloyd e Lacan
Marilyn Monroe ammirava talmente l’architettura di Frank Lloyd Wright che accettò di sposare Joe Di Maggio solo quando lui le promise di portarla in viaggio di nozze all’Imperial Hotel di Tokyo. Mi è tornato in mente con Slavoj Zizek (“Leggere Lacan. Guida perversa al vivere contemporaneo”) : “Un tempo si contava sulla psicoanalisi affinché consentisse al paziente di superare gli ostacoli che gli impedivano l’accesso a una normale soddisfazione sessuale… Oggi il godimento funziona effettivamente come uno strano dovere etico: gli individui si sentono in colpa non tanto perché, nel darsi a piaceri illeciti, violano le proibizioni morali, quanto perché non sono capaci di godere”. Il divieto di godere si è trasformato in divieto di non godere, col rischio di renderci tutti frigidi, nel gioco delle parti tra edonismo e disciplina ascetica che regola la nostra vita. Birra sì, ma senza alcol. Panna senza grassi. Sesso senza corpo. Tette e culo senza Marylin. La divisa nera dell’archistar senza Wright. Architettura senza architetti. Architetti senza architettura.