Marrazzo

La sera delle dimissioni di Marrazzo Sky programmava un film di/con Woody Allen, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso. Nel finale, i morti di famiglia ritornano da fantasmi durante la veglia funebre, e cantano un jingle molto orecchiabile, che è anche un inno al piacere, ritornello Enjoy yourself… In fondo, penso, Marrazzo ha solo seguito il consiglio di Woody, ma erano altri tempi… La mia prima riflessione è che la barbarie – invisibile quanto bene in vista – consiste proprio nel fatto che rivelazioni sui suoi gusti sessuali possano spingere un personaggio pubblico alle dimissioni. Questo vuole dire che l’Italia ( altro che tempi decadenti e debosciati, da caduta dell’impero romano! ), è dominata da un Super Io che fa ogni giorno a cazzotti con l’Es più o meno di ciascuno… Sicuramente non è una società libera, dove il rispetto per la persona non dipende da gender e transgender.
Poi è arrivata la telefonata di Berlusconi (me la sono persa in diretta, quella puntata di Ballarò aveva infranto ogni limite di noia sostenibile), e soprattutto la notizia della sua telefonata a Marrazzo tre giorni prima dello scandalo… Come vogliamo definirla? Avvertimento, intimidazione, simpatico gesto d’amicizia oltre le differenze politiche? Sommandola al caso Boffo, ed al mancato dossier Fini, mi ha dato l’impressione che i servizi segreti (qualcosa che, se non sbaglio, dipende dal Presidente del Consiglio, dal Ministro della Difesa, e dovrebbe essere controllato dal Copasir di Francesco Rutelli) la fanno ormai da padroni, e – magari per eccesso di contraddittori segnali di stop and go – non se ne lasciano scappare una. Se poi ricordo le dichiarate intenzioni di Storace quattro anni fa di “incastrare Marrazzo con un transessuale” ) la vicenda diventa veramente surreale. Vigilanza rivoluzionaria, do you remember?
Non fosse che la strategia del vizio privato è bipartisan (Bersani ha però l’occasione di dimostrare la ritrovata autonomia del PD da una certa grande stampa…) si potrebbe pensare ad un complotto per mantere l’attenzione degli italiani fissa sui buchi della serratura delle camere da letto, e non farli pensare: né alle inquietanti coincidenze tra provvidenziali discese in campo, creazione di Forza Italia, trattative dello Stato con la mafia e formazione di nuovi referenti politici, e l’assassinio di Borsellino che stava indagando sul riciclaggio dei capitali mafiosi da parte di industrie del Nord con sparizione della sua agenda rossa, che i nuovi pentiti stanno rivelando; né alle crisi economica, dell’efficienza dei servizi a cominciare dai trasporti e dalla sanità, della cultura, dell’università, che stiamo vivendo …
La differenza tra Berlusconi e Marrazzo è che il primo non si vergogna dei suoi vizi privati. Dopo un primo sbandamento (l’articolo di Feltri ancora direttore di “Libero” sul cancrone alla prostata…), ha deciso di trasformare se stesso nel nuovo Supersex, popolare fotoromanzo porno degli anni Sessanta, che trovava inesuaribili energie sessuali nella litania ifis cen cen. Checco Zalone canta in prima serata su Canale 5 La storia vera della D’Addario, che il premier trova “così bella / da metterla sul lettone di Putin a pecorella”, usando (ovviamente senza pudore) il motivo di una celebre canzone di Fabrizio De Andrè. Marrazzo invece parla di “debolezze private” e si dimette. Poichè l’opinione pubblica – questo nuovo mostro metà trattato di Vilfredo Pareto metà 1984 di Orwell – è quello con cui la demagogia populista di Berlusconi cerca di entrare in sintonia, si può concludere che la maggioranza degli italiani – di cui si vorrebbe imporre se non la dittatura il peso autoritario – ha messo le prediche della chiesa cattolica tra i vecchi giocattoli che non si usano più, e si identifica (in posizione di guardone, come aveva già fatto con i rapidissimi coiti di Benito Mussolini “senza togliersi gli stivali”) con le prodezze del capo. Qualcosa dai connotati omofobici, ed evidente nostalgia per l’epoca delle case chiuse; ma anche di paradossale laicità. I rapporti tra il popolo della libertà e chiesa cattolica somigliano ormai a quelli predicati dal padre di Armando nella Traviata: “ questa donna pagata io l’ho “, e pagata abbondantemente, con i finanziamenti alla scuola privata, con l’esenzione dall’ICI, con il testamento biologico. Simonia? E chi si ricorda più, sotto la cupola di San Pietro, del peccato di Simon Mago? Più semplicemente, lo diceva già, in Bene!, Vladimir Maiakosvski: “Etica? Estetica? Sono, per lui, soltanto donne di servizio ”. Maiakovski si riferiva alla borghesia, ma colpendo la borghesia colpiva anche l’essenza del carattere oppressivo di ogni forma di potere, che vuole soltanto mantenere sé stessa, sostituendo alla realtà le deformazioni della propria immaginazione. Infatti, il grande Vladimir Maiakovski fu assassinato – come è ormai accertato dalle ultime ricerche storiche – da Stalin. A giudicare da un ormai vecchio film, Cosa faceva Stalin alle donne?, non molto diverso dal nostro più uguale degli altri.
Infine non riesco a togliermi dalla mente che il mezzo di controllo sociale, e di eliminazione di ogni dissenso, scelto da Aldous Huxley per descrivere la società dittatoriale del futuro, non è l’occhio onnipresente del Grande Fratello, ma, senza nessuno sforzo tecnologico, il sesso… Basta mettere le brache al desiderio, decidere cos’è normale e cosa non lo è, anziché afferrarlo picassianamente per la coda…