RENATO NICOLINI

il blog ufficiale di Renato Nicolini

Largo Giovanni Nicolini

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Dal 14 – che poi era il giorno in cui era nato, nel 1872 – Roma ha un toponimo in più, Largo Giovanni Nicolini. Mio nonno scultore l’ho conosciuto: il suo studio in via Margutta, la casa dove abitava – prima in via isanelli poDSCN0453DSCN0454DSCN0456DSCN0459i in via Reggio Emilia – sono nei miei ricordi infantili. Conservo ancora la copia dell’Isola Misteriosa di Giulio Verne, che mi aveva regalato con dedica nel 1954, due anni prima di morire: mi è stata di grande insegnamento, sia per la scoperta della meraviglia che la lettura può dare, sia per l’esempio del Capitano Nemo. Per felice concomitanza Largo Giovanni Nicolini è il luogo, all’interno del Giardino del Lago di Villa Borghese, dove sorge il suo capolavoro, La Fonte Gaja, forse il risultato più alto delle sue esperienze d’artista. A prima vista è visibile solo il lato plastico, il fauno e la faunessa che si prendono per le braccia tese – poi se ne scorge il lato rodiniano. Ma, nel trionfo apparente della visibilità, c’è un simbolismo nascosto. Il piccolo fauno goloso, seduto immobile e assorto al culmine delle braccia. E’ un salto temporale, la conseguenza di quell’abbraccio. Può lo stato panico generare una famiglia? Nonno e nonna ebbero sei figli; prima i tre maschi, poi le tre femmine. Gli uomini nel segno dell’arte: Marcello dipingeva, mio padre Roberto era architetto, Nicchio scultore. Zia Anna e zia Dora divennero campionesse italiane ed europee di velocità sui pattini a rotelle. L’elemento femminile nel segno dello sport. La morte della prima delle tre figlie, Ortensia, a diciotto anni, segnò la fine del sogno neo pagano di nonno Giovanni, che progressivamente si staccò da Villa Nicolini, che l’architetto Limongelli aveva costruito per lui, a partire dal 1922, a picco sul mare di Sorrento. Da allora comunque abbandonò Pomone, fauni e ninfe, e scolpì solo temi religiosi. La sua statua di Sant’Eufrasia Pellettier è l’ultima ad essere stata collocata in una nicchia della tribuna del Bramante, in occasione del Giubileo del 1950. Ma preferisco la Fonte Gaja.

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