Edbomadario 28 aprile
Ci avviciniamo alle elezioni amministrative in modo per lo meno strano. Berlusconi per primo ammette la loro rilevanza politica, il Governo è scosso da polemiche furibonde, questa volta non tra Fini e Berlusconi, ma tra Lega e Berlusconi… Il Sindaco del Polo più a rischio è Letizia Moratti a Milano, città che è stata la culla dell’alleanza Lega – Berlusconi e potrebbe diventarne la tomba…
(Sto tornando da Milano, e mi ha colpito l’atmosfera, simile a quelle case in cui le finestre sono state chiuse troppo a lungo e bisognerebbe fare entrare aria fresca… Una città sempre più lontana dall’innovazione invocata e rivendicata, in cui le abitudini peggiori sono diventate regole non scritte… A mezzogiorno la Pinacoteca del Castello Sforzesco chiude per la pausa pranzo dei custodi, senza nemmeno un cartello ad avvisare il visitatore… La vecchia Italia democristiana, assistenzialista e statalista, attaccata ai suoi piccoli privilegi, sotto il pesante trucco televisivo…)
Ci aspetteremmo un’opposizione al calor bianco, perché l’avversario è alle corde e la posta in gioco è veramente alta… Magistratura equiparata alle BR, il lavoro espulso dall’art. 1 della Costituzione italiana… Ogni giorno possiamo aspettarcene una, perché Berlusconi ha oltrepassato il punto di non ritorno, ha sostituito la politica con la pura propaganda, con le barzellette e i trucchi dello showman… per un sorriso dell’interlocutore del momento (ultimo caso Sarkozy) può svendere tutto, Parmalat e bombe sulla Libia… Tenta di recuperare parlando alle viscere della destra italiana, che ha unificato facendone propri tutti i miti, senza badare alle contraddizioni, da Mussolini all’integralismo religioso alla vita pericolosa, dal gioco d’azzardo al celodurismo (e ai falli di marmo) alla xenofobia razzista…
Ed invece … Il PD non riesce nemmeno ad essere presente nel gioco dei talk show televisivi (i suoi volti noti non bucano lo schermo, e nemmeno i “nuovi” come la Serracchiani o Matteo Renzi); e non va meglio all’IdV né a SeL… La ragione di questo malessere è che non esiste partito senza politica e non esiste politica senza principi… I principi svolgono una funzione opposta alla chiusura integralista, in una concezione democratica favoriscono la crescita e lo sviluppo, persino il cambiamento, dell’identità… Ma senza principi regna l’opportunismo, e l’opportunismo genera la soggezione istituzionale della politica al potere economico, alla logica della corruzione in tutte le sue forme, dalle mazzette alle poltrone…
Mi limiterò a due esempi, il lavoro e la pace, per la loro attualità…
Alcuni neoromantici scambiano la nettezza apparente della condanna politica con la sua efficacia… Anch’io sento fremiti di sdegno per Geddafi, per le sue oscene minacce di stanare casa per casa i ribelli… Geddafi andava indebolito tempestivamente con le armi della pace, con una richiesta costante di democrazia come bussola della nostra politica estera, o perlomeno protestando con forza contro i suoi show italiani, la tenda a villa Pamphlj, il baciamano di Berlusconi, le conversioni televisive all’Islam delle geddafine arruolate da Silvio… Non riesco invece a capire quali altre prove ci vogliano (dopo il Kosovo, dopo l’Iraq, dopo l’Afganistan…) dell’inutilità politica (oltre che della disumanità…) del ricorso alla guerra. La nostra Costituzione del resto lo dice esplicitamente… Sarebbe ora che la sinistra italiana tornasse a questa semplicità di comportamenti.
Il lavoro, poi. Si avvicina il Primo Maggio, festa dei Lavoratori. Il Sindaco di Firenze pensa ad un’ordinanza per tenere aperti i negozi in quella giornata, strizzando l’occhio al turismo di massa che sta trasformando la città in una conchiglia dove l’animale è morto. A Roma c’è la beatificazione di Wojtila. Che il Sindaco Alemanno tappezzi la città di manifesti con una frase del defunto pontefice poco memorabile (ed anzi un po’ oscura) al di fuori del contesto in cui fu pronunciata (la visita in Campidoglio per ricevere la cittadinanza romana): “damose da fa, semo romani”, passi. Passi anche che Alemanno inviti chi non fosse d’accordo a farsi “una gita fori porta”. Ma che la sinistra passi la mano, che sembri rassegnarsi a prendere atto di questa morte simbolica del Primo Maggio, non mi sembra accettabile… L’articolo 1 della Costituzione si difende anche impedendo che un’altra “costituzione materiale” prenda il posto di quella uscita dalla guerra di Liberazione e dalla Costituente…
Quello che accade in Italia, l’eclissi della politica, il particolarismo, Tremonti fresco di cena degli ossi con Bossi come alternativa a Berlusconi, purtroppo non è qualcosa d’isolato in Europa. L’impotenza della politica si manifesta in forme diverse in Belgio, in Olanda, nell’Ungheria che progetta il fondamentalismo delle radici come Costituzione, in Francia dove Le Pen incalza Sarkozy… Non siamo i soli ad aver smarrito la bussola… Sarebbe ancora più importante se la ritrovassimo, magari partendo dal possibile patto di consultazione PD – IdV – SeL anziché seguitare a chiamare invano Casini…