Ebdomadario Napoli
Anna Finocchiaro è stata molto brava a rispondere immediatamente, senza un attimo di esitazione, alla domanda di Floris, il conduttore di Ballarò, su chi avrebbe votato il PD a Napoli: “De Magistris!”. De Magistris Sindaco farà bene a Napoli, sicuramente. E sicuramente farà bene (per questo scrivo questa nota) anche al PD. Se non altro per farla finita con la brutta disinvoltura, al limite del doppiogiochismo, che ha portato Claudio Velardi (come già era accaduto con la Polverini…) a lavorare nel comitato elettorale di Lettieri. Ma c’è una ragione più profonda. Un sostegno convinto, un lavoro senza risparmio per l’elezione di De Magistris è l’unico modo con cui il PD napoletano può ritrovare una propria ragione di esistenza politica. Abbiamo l’esempio di Milano, dove – assieme al 48% di Pisapia – il PD diventa il primo partito di Milano, superando il PdL. All’estremo opposto, l’esempio negativo del PD calabrese, dove le eterne lotte tra Bova, Adamo e Loiero hanno portato il PD sotto il 10% a Reggio e lo hanno praticamente fatto scomparire a Catanzaro, a Crotone, a Cosenza.
Ci sono dei nodi che si aggrovigliano in modo tale, fino a trasformarsi – direbbero i napoletani – in uno gliommero, che l’unico modo di scioglierli è troncarli di netto, come ha fatto De Magistris andando al ballottaggio al posto del candidato ufficiale del PD Morcone. Al PD di Napoli (ed a Napoli) era proprio successo così.
A Napoli ho vissuto tre anni da assessore della prima Giunta Bassolino, quando l’assessorato alla cultura si chiamava assessorato all’Identità, e l’assessorato ai servizi sociali assessorato alla Dignità, e sono stato testimone di un inizio indimenticabile. Il Comune di Napoli era in dissesto, quindi per il mio assessorato non avevo bilancio, ma cosa importava di fronte ad un’intera città mobilitata, al volontariato delle associazioni, degli intellettuali, degli attori, dei musicisti? Per quel Comune, per Bassolino che aveva sconfitto di un’incollatura al ballottaggio la Mussolini, si lavorava volentieri gratis. Già tre anni dopo, quando sono andato via, non era più così. Il successo può dare alla testa, e far preferire le sponsorizzazioni della Telecom secondo schemi collaudati alla freschezza dell’innovazione. Così, giunta alla terza edizione, la mia Festa della Musica ha subito una battuta d’arresto: chi suonava gratis non capiva perché altri artisti venivano invece pagati. “Ma quelli sono pagati dalla Telecom!”. “Ma sempre iniziativa del Comune è…”. Vezio De Lucia ed io (come per prima aveva fatto Ada Collidà) abbiamo così lasciato Napoli, mentre entrava in Giunta un Ammiraglio con delega “al Mare”.
Bassolino è stato rieletto nel ‘97 con più del 70 % dei voti, ma per soddisfare tutti la nettezza di scelte del suo programma si era dissolta. Poi Bassolino è andato alla Regione – dove è stato eletto anche una seconda volta; e Sindaco di Napoli è diventata Rosa Russo Jervolino… E qualcosa ha cominciato ad incrinarsi… Un po’ per volta… Ma la città del volontariato e dell’associazionismo che aveva sconfitto la Mussolini è finita per diventare la città delle segreterie, della burocrazia, delle parole anziché dell’azione politica, del debordante Mastella… Finché le immondizie del 2008 l’hanno sepolta…
Dopo l’ (effimero, possiamo dirlo oggi) successo di Berlusconi anche sull’onda dell’immondizia napoletana alle poltiche del 2008, abbiamo avuto la vittoria di Cesaro alle provinciali e di Caldoro alle Regionali… Poi molte cose hanno cominciato ad incrinarsi nella macchina da guerra berlusconiana… I contrasti interni… La fuori uscita di Bocchino… L’ombra sempre più marcata della Camorra… Il ritorno delle immondizie per le strade di Napoli… Le promesse a vuoto ed i miracoli mancati di Berlusconi al riguardo… Lo spoil system contro istituzioni pubbliche che appartenevano a tutti e dovevano essere tutelate come bene comune, Luca De Fusco allo Stabile di Napoli ed al Napoli Teatro Festival, la guerra contro il MADRE, il Museo d’arte contemporanea di Palazzo Donnaregina che ha rischiato di vedersi staccare la corrente elettrica, Nino D’Angelo cacciato dal Trianon, il teatro nel cuore di Forcella che aveva raggiunto i tremila abbonati…
Ma il PD napoletano sembrava fare di tutto per non voltare pagina, come per rendere eterno il dominio di Cesaro, Caldoro e Berlusconi. Abbiamo avuto la pagina nera delle primarie, annullate per le troppo visibile file di cinesi in fila davanti ai gazebo delle votazioni… Un’incapacità di uscire dall’impasse per via politica, con una scelta che trovasse d’accordo Ranieri, Cozzolino, Jervolino ed il frantumato notabilato napoletano (dove l’un tempo “cacicco” Bassolino era diventato l’”uomo nero” che fa perdere con la sua sola presenza la partita)… Il prefetto Morcone aveva finito per apparire come il coniglio tirato fuori dal cappello a cilindro da un maldestro Sik Sik…
La vittoria di De Magistris spezza questa spirale negativa, fa piazza pulita di clientele e di settarismi, può ricomporre fratture insanabili… Può, si badi bene, è solo una possibilità… Ma che possibilità per il PD! I candidati impresentabili di Lettieri, le ombre su Cesaro, Cosentino regista di una partita all’ombra della camorra… Che triste destino per Napoli! Che può crescere solo nella legalità, tornando ad essere la città per eccellenza che per lungo tempo era stata in Italia e in Europa. Si sa, l’aria della città rende liberi, ed è incompatibile con i poteri criminali… De Magistris è libero da legami tanto con Bassolino, quanto con il “riformismo napoletano”, con il vecchio Comune quanto con la vecchia Regione, con vecchie promesse e con vecchi clientelismi… E’ l’occasione per distribuire carte nuove e per ripartire da capo! E questo si può fare solo sostenendolo senza nessuna esitazione, con convinzione, con entusiasmo…