RENATO NICOLINI

il blog ufficiale di Renato Nicolini

Cartoline Giugno 2010 /// 1° atto

francesco-duranteCARTOLINA SCUORNO

“Si dice emergenza. E’ la parola valigia denro la quale stipiamo per la cronicità dei problemi, lo sforzo compiuto per dimenticarcene, e il loro improvviso ripresentarsi in forme acute. Siamo stati la città dell’ultima epidemia di colera in Europa (1973). Quella del terremoto (1980). Quella delle ricorrenti faide di camorra … . Ora, dell’immondizia. I futuristi gridavano che “bombardata, Napoli canta”. Fu quasi profetico Tony Tammaro nel 2005, quando incise The dark side of the Moonnezz. Ora gli sono venuti dietro numerosi epigoni. Uno di loro si produsse in un travolgente Toda joia toda monnezza, ballabile e sconsiderato…”

Francesco Durante, Scuorno.

CARTOLINA SABAUDIA

Quand’ero ancora parlamentare, anni fa, ho ingaggiato una dura polemica perché l’amministrazione comunale di Sabaudia voleva alterare lo storico Municipio aprendovi un’entrata per installare il Museo Emilio Greco all’interno dell’edificio… La mia amica Antonella Greco mi ha ricordato che non la incontravo mai senza dirle che non bisognava consentire l’apertura di quel museo dedicato a suo padre. .. Ed insistevo: “persino Mussolini! ha incontrato a Palazzo Venezia gli architetti di Sabaudia e della Stazione di Firenze, preferendoli a Le Corbusier che era a Roma sperando di incontrare il Duce e che invece non fu mai ricevuto, indicandoli come ‘gli architetti del tempo nuovo, il tempo di Mussolini’, come l’identità del razionalismo italiano…”. Oggi, a differenza di allora, va maggiormente di moda il falso; ad alto esempio, il Presidente del Consiglio per citare Mussolini cita il Mussolini dei Diari (falsi) ritrovati e pubblicati da Marcello Dell’Utri. Perché dunque affannarsi a conservare Sabaudia? Rifacciamola a gusto nostro, coerente al fascismo immaginario. Così un’opera (molto) bella del razionalismo italiano è a rischio. Dopo quel che ho fatto allora per un piccolo male, cosa dovrei fare oggi?

CARTOLINA MAXXI

Quando il dito indica la luna, gli stolti guardano il dito, avrebbe detto il grande poeta Li Bo… Oggi Roma ha a disposizione un sistema di spazi per l’arte moderna e contemporanea che potremmo chiamare poderoso (o, più semplicemente, da capitale europea): MAXXI, MACRO, MACRO Future al Mattatoio, Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale, Ala Brasini del Vittoriano, GNAM, Auditorium… E’ abbastanza singolare che invece di pensare come utilizzarlo (per creare la sinergia tra investimento pubblico ed investimento privato che ha fatto la fortuna di Bilbao – + 2% del PIL – o di Basel con la Fiera dell’Arte, la Fondazione Beyeler ed il Vitra Museum…) il fatto abbia risvegliato a Roma i profeti di sciagura, i nemici dell’arte contemporanea, ed addirittura rispolverato la vecchia polemica tra architetti ed artisti (come ai tempi della legge Bottai che destinava alle opere d’arte il 2% del costo di costruzione degli edifici, provocando sulle pagine di Quadrante la rivolta di pittori e scultori contro la “dittatura degli architetti”…).

CARTOLINA TAGLI

Tagliando fino all’osso, dalla cultura non si ricava molta polpa. Azzerando i finanziamenti ai 232 enti che Tremonti avrebbe voluto liquidare, si raggiungono a mala pena i 300 milioni di euro. Il Fondo Unico per lo Spettacolo, ridotto a poco più di 200 milioni di euro, come potrebbe risolvere il dramma della finanza italiana? (Bisogna notare, come pietra di paragone, che solo lo spostamento del G8 dalla Maddalena all’Aquila è costato 500 milioni di euro). Allora perché? Azzardo una previsione, il taglio ai 232 enti rientrerà. Ma nella distrazione conseguente, sarà passato il principio che la cultura non deve essere finanziata dallo Stato, il taglio a Regioni ed Enti Locali, e altre grida volte magari a equiparare la figura sociale del professore universitario a quella del malfattore da condannare ai tornelli. E soprattutto la sciagurata idea che l’unico investimento italiano sia quello nel mattone, e mai quello nei bisogni immateriali – condannando l’Italia ad arrancare nelle posizioni di fondo del G20, sorpassata dal Brasile e sgomitando con l’Egitto…

CARTOLINA GINO AGNESE, LA QUADRIENNALE DI ROMA, BONDI E TREMONTI

Biografo di Marinetti, già mio compagno (definizione forse impropria dato le sue idee politiche di destra…) nel Consiglio d’Amministrazione del Palazzo delle Esposizioni, Gino Agnese, attuale Presidente della Quadriennale di Roma, merita almeno una cartolina per la difesa che ne ha fatto contro i tagli di Tremonti. “Sono pronto a lavorare gratis: rinuncio al mio stipendio. Non possono lasciar morire un’istituzione come la Quadriennale d’Arte di Roma che è sopravvissuta persino alle bombe del ’43 ”. Su Bondi: “deve dimettersi perché platealmente esautorato per sua stessa ammissione, perché non può più essere interlocutore credibile di esponenti della cultura internazionale”. Sulla Quadriennale: “ Non costa milioni. Ha invece un valore certificato di vari milioni di euro, ed è una risorsa preziosa, il suo archivio.”

Da “Repubblica” del 31 maggio.

CARTOLINA BONDI DANNUNZIANO

“Molti degli Enti che figurano in quell’elenco vanno soppressi, ma alcuni come il Centro Sperimentale di Cinematografia, la Triennale di Milano, il Vittoriale, non possono in alcun modo essere considerati lussi”. Così esterna l’esautorato Bondi (“Il Quotidiano della Calabria”, 31 maggio). Dalle sue poesie non si desumeva tanta passione per Gabriele d’Annunzio…

CARTOLINA TRISTAN TZARA

DADA è la nostra intensità; … DADA è l’arte senza pantofole e parallele, pro e contro l’unità e senz’altro contro il futuro; siamo consci che i nostri cervelli diventeranno morbidi cuscini che il nostro antidogmatismo è tanto esclusivista quanto il funzionario che non siamo liberi e gridiamo libertà. Necessità rigorosa senza disciplina né morale e sputiamo sull’umanità. DADA non esce dal panorama europeo delle debolezze, si tratta sempre di merda, ma d’ora in poi noi vogliamo cacare in colori diversi, per decorare il giardino zoologico dell’arte con gli stendardi di tutti i consolati clo clo bong hi ho ha hi ho ha ho. Noi siamo direttori di circo e fischiamo fra la bufera delle fiere, fra i conventi prostituzioni teatri realtà sentimenti ristoranti ho ho hi hi hi oho bang bang.

Tristan Tzara, Prima avventura del signor Antipirina.

Le cartoline sono redatte per la newsletter di Luigi Prestinenza Puglisi  /// http://www.presstletter.com/

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