Cartoline Aprile 2010 /// 3° atto
CARTOLINA AZIO CASCAVILLA
Ci siamo riuniti, nell’Aula Fiorentino della Facoltà di Architettura di Valle Giulia, per ricordare in un incontro di studio “l’architettura tradotta in linguaggio televisivo” nell’opera di Azio Cascavilla. Che, ad un certo punto, aveva lasciato la Facoltà di Architettura per dedicarsi all’altra sua grande passione, il cinema. In qualche modo restando – anzi diventando ancora di più – architetto. Manuel Orazi, che aveva invitato Azio e me a Venezia per una proiezione di Utopia, utopia (l’unico film diretto da Azio, girato nel 1969, di cui ero protagonista), ha trovato la frase giusta, citando Sergio Bettini: l’architettura contiene in sé tutte le arti, risucchia anche il cinema. Aggiungo: quando scende dal piedistallo monumentale, per abbracciare la vita
CARTOLINA UPGRADE ARCHITECTURE
Il bel Quaderno di Architettura dell’ANCE, curato da Cecilia Anselmi e Carlo Prati, intitolato Upgrade Architecture, mi riporta a tempi lontani. Quando, dovendo scegliere l’argomento della mia tesi di laurea, pensai di costruire una serie di chioschi leggeri e architetture effimere sopra il Monumento a Vittorio Emanuele II, cioè sopra il monumento più pesante e retorico di Roma capitale, all’insegna dell’ossimoro…
CARTOLINA IL CONTESTO
“Il contesto, non potendo più essere considerato come inerte ed immutabile, secondo una visione scalarmente gerarchica che interpreti in via lineare le sue integrazioni solo come ad esso affini in termini di tipologia e morfologia, quindi di significato, emerge, anzi riaffiora ogni volta con l’aspetto di un’opera perennemente in attesa di, sempre manchevole di qualcosa, giacente in uno stato d’imperfezione, predisposta piuttosto – nella sua forma incompiuta e frammentaria – ad essere continuamente “ridefinita” e/o “potenziata”. Questo rimanda ad un’idea di non finito, di endless building come opera permanentemente “in progress” cui risponde a pieno la città nello spostare continuamente, nel ricollocare di volta in volta i suoi possibili limiti (…) “
Cecilia Anselmi, Upgrade Architecture, Il progetto contemporaneo come metafora della città
CARTOLINA IL LIMITE
“Se per limite si intende il punto di contatto, di passaggio da una condizione a un’altra, piuttosto che il confine o la netta separazione tra due realtà differenti (…) allora forse il progetto contemporaneo può porsi in una condizione di congruità spaziale e metaforica con il concetto stessi di limite (…); il fare da ponte quindi da tramite secondo la metafora heideggeriana, configura un ruolo del progetto in grado di stabilire “nuove relazioni” tra le parti che congiunge/raggiunge…”
Cecilia Anselmi, cit.
8 CARTOLINE ROMANE
CARTOLINA SCHOSTAL
Chiude Schostal al numero 158 di via del Corso, un negozio nato proprio nel 1870 e che prima solo il fascismo aveva chiuso, in applicazione delle leggi razziali. Da Schostal mi portava mia madre, e mi sembrava destinato a rimanere uguale nel mutare del tempo. Più veloce dei miei calzini, helàs, muta la città.
CARTOLINA LA RINASCENTE
Le sue due prime sedi sono passate alla storia dell’architettura di Roma capitale. La prima a largo Chigi, costruita da Giulio De Angelis (l’architetto della Galleria Sciarra illustrata dagli affreschi di Cellini sulle virtù femminili), primo edificio in ferro e ghisa, che stupiva per la modernità e libertà “europea” della struttura. La seconda di Franco Albini, che stupiva per l’eleganza del rivestimento, in cui si apriva l’unica grande finestra (che Albini non avrebbe voluto). Roma 1890, Roma 1960. Il Consiglio Comunale di Roma 2010 approva invece l’accordo di programma, come “un punto importantissimo per l’amministrazione e per tutti i romani” (25 voti a favore, 3 contrari e 3 astenuti), per il trasferimento dalla storica sede ad un palazzetto a sette piani situato all’angolo tra via del Tritone e via due Macelli. “Con i 25 milioni di euro degli oneri concessori avvieremo la più importante opera di riqualificazione del centro storico mai avviata finora”, ha dichiarato il delegato del Sindaco Dino Gasperini. La qualità oggi si misura in euro.
CARTOLINA TAVOLINO SELVAGGIO
Sfugge alla grande impresa di riqualificazione del centro storico di Roma “tavolino selvaggio”. Spiega Nathalie Naim, consigliere del 1° Municipio con delega all’abusivismo commerciale (“Repubblica”, 24 aprile): “la tariffa massima di occupazione di suolo pubblico … è di 118 euro al mq all’anno … ovvero pochi centesimi al giorno. E la sanzione viene calcolata in base a queste cifre. Quindi è irrisoria, e i commercianti preferiscono pagare”.
CARTOLINA IL COMUNE DI ROMA VEDE LE STREGHE
Il Comune di Roma, unico d’Italia, non ha ancora approvato il suo Bilancio. Pur nelle difficoltà dell’esercizio provvisorio, riesce però a firmare un protocollo triennale con Antonio Maccanico (Presidente della Fondazione Bellonci) e la Strega Alberti Benevento s.p.a., d’impegno a sostenere con un finanziamento annuale di 120.000 euro le attività preparatorie e di organizzazione del Premio Strega. In corrispettivo il Comune avrà “un proprio rappresentante” nel Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Bellonci.
CARTOLINA “ATTENTI AL PUP!”
Si è tenuta il 24 aprile, vigilia della Liberazione, l’assemblea al Teatro Colosseo del Coordinamento dei Comitati contro il Piano Urbano Parcheggi. Una rete di quindici associazioni, da piazza Gentile da Fabriano a via Giulia, da via Sacchi a porta Asinaria, da via Volta a piazza Re di Roma. I motivi in un fitto dossier: dalle crepe nei palazzi di via Andrea Doria, agli alberi a rischio di via Lisbona, dalle lesioni al Museo del Genio conseguenti al parcheggio di via Oslavia, alla considerazione che “Roma è piena di box invenduti o sfitti” (col sospetto che per qualcuno di loro si prepari il cambio di destinazione d’uso) e di “macchine comunque in seconda o terza fila!”.
CARTOLINA LE RAGIONI DELL’ASSESSORE
Argomenta l’assessore capitolino alla mobilità Sergio Marchi. “Il discorso ‘se tutti lasciassero la macchina a casa’ abbiamo visto che non funziona”. Quanto al decentramento degli uffici: “è stata una scommessa degli anni Settanta. Ma una scommessa persa” . Il realismo al potere produce inerzia.
CARTOLINA ANEMONE E IL COLOSSEO
Sostiene “Repubblica” (24 aprile, pag.16 e 17). “E’ il 2004. Scajola … diventato da poco ministro per l’attuazione del programma … decide l’acquisto di una casa importante alle spalle del Colosseo, in via del Fagutale, da intestare alla figlia. L’abitazione ha un valore commerciale che supera il milione e mezzo di euro, ma all’atto di compravendita il prezzo d’acquisto risulta di 600.000 euro. Il 90 per cento coperto da un mutuo, il resto dal conto del ministro, come lo stesso Scajola oggi dice. Ma c’è un problema. I proprietari vendono infatti per 1 milione e mezzo e per non pagare le imposte per intero ottengono 900.000 euro in nero. (…) E quei 900.000 euro non escono dalle tasche dell’acquirente, ma da quelle dell’architetto Zampolini (che sempre “Repubblica” definisce come la “tasca” del gruppo Anemone)”.
CARTOLINA FEDERICA GALLONI E IL COLOSSEO
Salutata con entusiasmo persino da Claudio Strinati, che l’ha definita “la persona giusta al posto giusto”, Federica Galloni è il nuovo direttore regionale del Lazio per i Beni Culturali. Intervistata da Paolo Conti sul “Corriere”, mostra ottimismo sull’ “operazione Colosseo”, ovvero “sulla raccolta di fondi internazionali guidata da Diego Della Valle per poter restaurare l’Anfiteatro”. “Sono certa – sostiene la Galloni – che andrà a buon fine, si riuscirà a restituire alla cittadinanza e ai turisti l’emblema della Roma classica finalmente restaurata. Succede, quando il bene da recuperare è un grande ‘attrattore’ anche turistico”
CARTOLINA GIOCO DI SPECCHI
Un vecchio che vuole essere giovane, per quanto tempo può sedurre un paese vecchio che vuole essere giovane?
CARTOLINA EMPATIA
L’androide, che è l’umano non autentico, il semplice riflesso di una macchina, è incapace di provare empatia.
P.K.Dick
CARTOLINA LE SCATOLE EMPATICHE
…alla fine vinceremo noi. Perché riusciremo a distruggere tutte le scatole empatiche, e senza di esse Wilbur Mercer non può fare niente. E’ il solo mezzo a sua disposizione per raggiungere e controllare la gente. Senza le scatole empatiche il movimento è impotente.
P.K.Dick, I seguaci di Mercer.
Le cartoline sono redatte per la newsletter di Luigi Prestinenza Puglisi /// http://www.presstletter.com/