Cartoline Aprile 2010 /// 2°atto
CARTOLINE SOSTIENE NICOLIN
1. SE FOSSE UN PESCE D’APRILE
Sostiene l’architetto Pierluigi Nicolin (“Il Giornale”, 1 marzo 2010), a proposito dell’Aquila: “Ricostruzione esemplare. La città è più bella di prima.”
2. I CAMERIERI INDIANI
“Quello che è stato fatto all’Aquila non si era mai visto finora in Italia”. Apriti cielo! Raccontano di nasi storti e di occhi roteanti verso l’alto, scandalizzati. Succese se, metti una sera a Milano, in uno di quei salotti con i camerieri indiani e l’antiberlusconismo che bene su tutto, come un blazer blu… Succede se un architetto di fama indiscussa, come Pierluigi Nicolin (…) con un curriculum che lo ha visto intervenire dopo i terremoti del Belice e di Napoli,butta lì un commento del genere”.
(“Il Giornale”, cit. p.6)
3. NASCONDERE LE BRUTTURE
“Ora la periferia dell’Aquila è di gran lunga meglio di com’era prima, e parlo di quelle costruzioni brutte e scadenti che si trovano di norma nelle periferie. Il prodotto della speculazione. Invece, questi nuovi quartieri con le case appoggiate sui sostegni antisismici che nascondono oltretutto anche la bruttura dei parcheggi, mi sono parsi una soluzione interessante. Non mi saranno piaciute tutte, però, suvvia…”
P.Nicolini, cit.
4.
“La sua ricetta per l’Aquila qual è?”
“Prima di tutto non bisogna fissarsi sul concetto “com’era e dov’era”. Come da una crisi se ne esce diversi, così anche da un terremoto. Non significa raderla al suolo, ma non si può lavorare in una situazione simile usando i criteri normali della Sopraintendenza. Con questa diffusa ipersensibilità al passato si finisce per rallentare a tal punto le cose che poi, anche una volta fatte, chessò tra vent’anni, la città sarebbe un fantasma. Bisogna fare in fretta o l’Aquila non si riprenderà più. (….) Ho visto gente (la Protezione civile n.d.r.) con un perfetto controllo del territorio, ho visto giovani sulla cui professionalità non c’era nulla da eccepire (…) purtroppo ora il compito della Protezione civile mi sembra finito.
CARTOLINA LA FULMINEA MODERNITA’ CONTRO CARRIOLE, PALE E CALLARELLE!
Identificata per detenzione di secchio, bloccato per trasporto di carriola. Carriole, pale e callarelle (i secchi dalla bocca svasata che usano gli edili) sono strumenti per porre in atto una “manifestazione non autorizzata” e come tali da sequestrare. A questo scopo i dirigenti della Digos della città terremotata si sono portati all’ingresso del corso Federico II, unica via aperta al centro storico dell’Aquila, e bloccato i pericolosi sovversivi che si avvicinavano con i suddetti strumenti. (…) Va in scena il sequestro delle carriole, con tanto di verbale: “carriola in pessimo stato di conservazione di colore blu”. Alla protesta degli scarriolanti, la dottoressa Terenzi della Digos risponde: “Sono un simbolo” e procede con il sequestro. (…) Il divieto, secondo il prefetto, è motivato dalla legge sul silenzio elettorale del 1956.
CARTOLINA GLI ESPERTI DELLA FULMINEA MODERNITA’
Discussione (un po’ clandestina) sulla Festa del Cinema di Roma. Renata Polverini lancia la proposta di “realizzare la Città del cinema ad Ostia. Non so se sia la location migliore, ma penso che l’Auditorium sia nato per fare altro, cioè la musica”. Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, Sindaco di Roma, riunisce un comitato con l’incarico “di pensare iniziative per riallacciare il rapporto del Festival con la città”. Ne fanno parte, assieme alla direzione e all’assessore Croppi, Giampaolo (sic!) Letta, e Luigi Abete con il compito di coordinare, poi Lina Wertmuller, Aurelio De Laurentiis, Sonia Raule, Richard Borg, Michele Lo Foco, Riccardo Tozzi, Andrea Occhipinti, Roberto Ciccutto ed infiniti altri.
Dal “Riformista” del 10 marzo, p. 19.
CARTOLINA IL MONDO ALLA ROVESCIA
Gli architetti passano, i geometri restano.
Titolo di un articolo di Stefano Zecchi, su “Il Giornale” del 4 marzo.
CARTOLINA LA PASSION PREDOMINANTE DI MARIO RESCA
Così parla Alberto Statera (“Repubblica, 8 marzo) del direttore generale del Ministero dei Beni Culturali, Mario Resca, “che con due Spa pubbliche vuol fare dei siti archeologici la location per il lancio di nuovi prodotti e dei musei luoghi friendly e macdonaldizzati.” (…) “(…) la sua passione sono le bietole e in particolare il sorgo, una graminacea che, spendendo 55 milioni di fondi europei, vuole usare per far funzionare una centrale elettrica da realizzare in un ex zuccherificio in provincia di Pavia. Per questo la Finbieticola (…) ha costituito Terrae e tre società operative, tra cui la Casei Gerola, con Resca presidente. (…) l’Avvocatura dello Stato ha però spiegato che la concessione di fondi nazionali e comunitari è legata esclusivamente al settore bieticolo – saccarifero e che la lavorazione delle biomasse, la produzione e distribuzione di bio carburanti sono in violazione del regime degli aiuti. (…) Per di più nell’affare spunta Giuseppe Grossi, arrestato e tuttora ai domiciliari perché accusato di aver triplicato i costi della bonifica (…) è lui che ha bonificato l’area Casei”. Ci domandiamo perché dovrebbe andargli meglio con i Musei.
CARTOLINA SOSTIENE RESCA OVVERO LA MATRIOSKA CINESE
“Grazie ad un accordo firmato con la Cina, avremo un’area permanente italiana all’interno di un nuovo grande museo in piazza Tienanmen”.
Mario Resca sul “Foglio” del 3 marzo.
CARTOLINA LA FINE DEL CENTRO.
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Anche nel calcio i terzini sono diventati ali. Voleranno Panebianco e Battista?
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Perché sacrificare all’opinione media la propria?