RENATO NICOLINI

il blog ufficiale di Renato Nicolini

ABS13 // Less is more

Abstract 13 // Corso Teoria dell’Architettura 2010

Mies van der Rohe affermava Less is more, Robert Venturi replicava Lessi is bore. Il meno è più, il meno è noioso. Nelle due affermazioni si rivela tutto il divario tra due concezioni dell’architettura. Nella prima, “Dio abita nei particolari”. Nella seconda, è proprio la ricchezza di contrasti della città (e della civiltà contemporanea) la fonte da cui dobbiamo imparare. Robert Venturi scrive Learning from Las Vegas, sostenendo – senza nessuna ironia – che è proprio sulla moltiplicazione degli stimoli, sull’impossibilità di unificarli, sulle suggestioni del consumismo, che dobbiamo spalancare i nostri sensi. In qualche modo, dietro Robert Venturi, possiamo vedere l’ombra del Le Corbusier estremista di Vers une architecture. Il minimalismo fronteggia la pop art. Nel minimalismo miesiano possiamo rintracciare le inclinazioni teosofiche del neoplastico Mondrian (le prime opere di Mies, come il Monumento a Rosa Luxemburg, risentono di quest’influsso). Nell’apologia venturiana di Las Vegas, la Pop Art.

Il minimalismo è una pratica artistica molto difficile. Tadao Ando, architetto giapponese che si può sicuramente apparentare ad un’estetica minimalista, per me è anche l’architetto del Suntury Museum di Osaka, museo privato fatto non solo per conservare la collezione d’opere d’arte del fondatore della più celebre marca di whisky giapponese, ma per promuovere il marchio… Così Tadao Ando firma, per un’altra celebre marca giapponese, un Museo d’Arte Contemporanea in un’isola, dove si può anche dormire, un albergo per appassionati d’arte, molto frequentato dalla gioventù glamour di Tokyo.

Di fronte alle opere di Herzog e De Meuron possiamo ugualmente porci la domanda se i due architetti hanno saputo mantenere fino in fondo la coerenza alla propria poetica, o se questa esattezza tecnologica esibita è diventata la griffe di sé stessa.

Stesso discorso per la grande fortuna degli architetti portoghesi. Penso in particolare al MADRE di Donnaregina a Napoli.

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