RENATO NICOLINI

il blog ufficiale di Renato Nicolini

ABS10 // La periferia

Abstract 10 // Corso Teoria dell’Architettura 2010

Nelle formulazioni di Gomorra, rivista di architettura e sociologia diretta da Massimo Ilardi, che ha concluso da poco dopo un decennio le sue pubblicazioni, l’accezione negativa del termine periferia è rovesciata. E’ la periferia la zona più creativa della città contemporanea, perché è la zona del conflitto. Solo il conflitto può generare qualcosa che non sia viziato all’origine dall’ossequio al potere.

La periferia d’altra parte è nel codice genetico dell’architettura moderna. Gli esempi che i razionalisti intendono portare contro la conservazione accademica sono le siedlungen di Stoccarda, di Berlino, di Francoforte (Ernst May). Si può dire che il rinnovamento dell’architettura, per i razionalisti tedeschi, cominci dalla periferia. D’altra parte, che il rinnovamento delle città dovesse cominciare dalle nuove espansioni era già la tesi dei primi utopisti urbani (i falansteri di Fourier, le città giardino inglesi di Hebenezer Howard…). A Berlino le siedlungen preesistono e coesistono col razionalismo (vedi Bruno Taut e l’espressionismo).

Solo Le Corbusier pensa che l’architettura razionale debba imporsi nel centro delle città. Ma i suoi studi per Parigi prevedono che questo avvenga attraverso la totale demolizione della città antica, di cui vengono conservati solo i monumenti identitari (al di là di una valutazione estetica: da Notre Dame al Sacre Coeur alla Tour Eiffel), mentre tutto il tessuto della città viene demolito e sostituito da una lottizzazione a redents immersa nel verde.

La relazione tipologia moderna – periferia è assolutamente evidente nel manuale di Franco Dotallevi e Dionisio Marescotti, bibbia in Italia dell’architettura razionale dopo la II° Guerra Mondiale. Ed informa di sé i piani dei due settenni INA Casa (Ente diretto da Arnaldo Foschini, con la consulenza decisiva per gli schemi tipologici che saranno usati dai progettisti di Adalberto Libera.

Dopo il secondo settennio, proprio per la fortuna culturale del progetto del gruppo Quaroni Barene San Giuliano, la progettazione dei quartieri di edilizia popolare in Italia seguirà nuovi riferimenti. Di fatto, ci troveremo di fronte ad esperimenti che non riusciranno a determinare un comune conformismo: dal Gallaratese di Rossi e Aymonino, allo ZEN di Gregotti (con Purini giovane), al Corviale di Fiorentino.

Ma il fallimento della periferia razionale come modello di integrazione sociale è anche testimoniato da Arancia meccanica di Stanley Kubrick, dove le gesta della gang di Mc Dowell hanno come origine e teatro proprio un quartiere cult dell’architettura moderna, Thamesmead.

Altri due fattori convergono a determinare un nuovo senso comune della periferia (molto lontana dalla periferia industriale dei quadri e dei disegni Mario Sironi negli Anni Venti). I suburbia, casette tutte uguali secondo il modello americano, che si stanno diffondendo nella forma di enclaves vigilate – sia pure con una maggiore varietà tipologica rispetto al modello americano – a Roma intorno al GRA. E soprattutto la perdita di una netta separazione tra città e non città, sostituita dallo sprawl , da un continuo tutto costruito senza qualità (che ad esempio caratterizza il territorio adriatico da Rimini a Pescara. Una città non città che esiste pienamente solo durante l’estate…).

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